
Compaiono in qualità di attributi di divinità iniziatiche (Iside, Demetra, Proserpina, Dionisio, Ecate) e come ingredienti nella preparazione di pozioni e veleni.
All’interno della concezione magica della vita e del cosmo, le piante curative e venefiche svolgevano una funzione determinante.
Si pensava , infatti, che attraverso gli esseri vegetali, minerali o animali gli ordini spirituali o le divinità celesti trasmettessero la propria impronta psichica al mondo sublunare. Sulla base di questa convinzione la scienza della medicina ha utilizzato per millenni erbe ed estratti vegetali per risanare il corpo malato e lenire le fatiche dello spirito.
Esistono alcune piante dagli spiccati poteri occulti, come la Mandragora, il convolvolo e le erbe di San Giovanni (iperico, verbena, artemisia, ribes, aglio ), che dovevano essere raccolte durante la notte incantata di Mezza Estate (23 Giugno), dominio di fate, streghe e folletti, che possiedono potenti virtù divinatorie, apotropaiche e terapeutiche. Anche le piante natalizie hanno una profonda valenza simbolica, come l’abete, associato all’albero della vita nel paradiso terrestre, l’agrifoglio , emblema della nascita del sole durante il solstizio d’inverno, e il vischio, simbolo dell’immortalità.
Tra i frutti esotici ricordiamo invece il melograno, che aveva la proprietà di legare in eterno le anime dei defunti al regno degli Inferi. Fu a causa di questo cibo incantato che Proserpina, sposa di Plutone, fu costretta a rimanere per un terzo dell’anno nel regno dell’aldilà.