
Il passaggio dell’aristocratico profilo alla più naturale posa o di tre quarti riflette lo sviluppo delle arti verso l’imitazione della natura e dell’autocoscienza umana.
La prima svolta per il ritratto quattrocentesco è sollecitata dai maestri fiamminghi con Jan van Eych, Patrus Christus e Rogier van der Weyden , nei cui dipinti i personaggi si presentano di tre quarti e si staccano dal fondo per apparire credibili e vivi.
Inizialmente, i personaggi sono collocati su sfondi neutri, in atteggiamento pensoso o in preghiera: una maggiore vivacità coincide con la progressiva conquista di uno spazio intorno alle figure, che si trasforma in un ambiente o in un paesaggio. In Italia continua a prevalere l’impostazione di profilo .
Le ricerche umanistiche e il crescente collezionismo di antichità romane (fra cui le monete) rafforzano questa tendenza : il signore assume la posa serena e sicura degli imperatori.
In diretta relazione con la numismatica antica è la produzione di medaglie-ritratto per le corti, genere in cui primeggia Pisanello. Intanto, il ritratto in scultura ha un’improvviso balzo in avanti quando, in alcune botteghe fiorentine si iniziano a tradurre in marmo i tradizionali busti- ritratto votivi in cera, di impressionante verosimiglianza: vari scultori riescono ad ottenere con il marmo o con la terracotta risultati simili, producendo busti-ritratto a tutto tondo più immediati e parlanti dei bassorilievi di profilo o delle stesse pitture. Sarà Leonardo cresciuto nella bottega del Verrocchio , a sviluppare il ritratto pittorico in tre quarti.
Poco prima di lui la stessa impostazione è impiegata da Antonello da Messina, i cui ritratti sono legati a modelli di Van Eych: la figura emerge a mezzi busto , gIrato di tre quarti, su uno sfondo neutro.
A differenza di gran parte dei personaggi dipinti dai maestri fiamminghi, però, gli ignoti uomini raffigurati da Antonello da Messina guardano verso di noi, istituendo un inedito, coinvolgente colloquio.