
Il mondo guarda “alla città più trionfante dell’Universo” con un’emozione che nasconde l’invidia per l’impero commerciale, la diplomazia e le meraviglie dell’arte e dell’architettura.
L’indipendenza e lo sforzo della Serenissima si specchiano in uno scenario urbano e in una scuola pittorica senza pari. Giovanni Bellini è il maestro di una scuola irripetibile ,caratterizzata dalla ricerca della luce e del colore. L’ambizioso Andrea Gritti, eletto doge nel 1523, conferisce un’immagine nuova e più dinamica alla città, secondo un articolato programma costruttivo e decorativo.
Con l’arrivo a Venezia del Sansovino, i canoni del classicismo diventano la cifra stilistica di un’architettura di potere. Per lunghi decenni la scena dell’arte è sempre dominata da Tiziano, ma alla metà del secolo si assiste anche al diffondersi di modelli figurativi legati al manierismo tosco-romano. Tra i giovani artisti emergono Paolo Veronese e Jacopo Tintoretto.
Nel corso degli anni sessanta Venezia supera i 170.000abitanti: oggi i residenti sono meno della metà .Il volto della città conosce ulteriori incrementi nel bacino di San Marco Palladio dà avvio al grande complesso della chiesa e del Convento di San Giorgio Maggiore , mentre molti edifici del Sansovino crescono in molti significativi della topografia urbana.
Nel 1570l’impero ottomano attacca i possidenti veneziani del Mediterraneo orientale. La vittoria navale di Lepanto (1571) ha solo un valore simbolico : la pace separata firmata dal Senato veneziano sancisce la perdita di Cipro .Nel 1577, l’incendio che devasta Palazzo Ducale segna simbolicamente la fine di un’epoca.