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Trattati e Scritti sull’Arte

Jean Cousin Il Giovane, frontespizio del Livre de la prospective, 1560.

Per tutto il secolo si assiste ad un vivace dibattito sull’arte sull’architettura, con interventi autorevoli e duri contrasti tra intellettuali ed artisti, il cui ruolo reale cambia in modo radicale.

Il pubblico dell’ arte si allarga, il dibattito critico si accende intorno a scritti e trattati. Il secolo si apre con la polemica tra Leonardo e Michelangelo sulla supremazia da attribuire alla pittura o alla scultura. Pur nettamente divisi, i due maestri sono concordi nell’indicare come metro di giudizio non la realizzazione manuale quanto “l’idea”, ” il concetto” su cui si basa l’attività dell’artista.

Tiziano, sostenuto dagli scritti di Piero Aretino  e Ludovico Dolce, pone il rapporto tra committente e artista in una nuova dimensione di reciprocità. Comincia a manifestarsi la contrapposizione tra il “primato del disegno” dell’ambiente fiorentino e romano e il gusto ricco e pastoso del colore dei veneti.

Nelle tipografie di Norimberga vengono stampati tre volumi, uno dopo l’atro, di Dürer corredati da incisioni di grande chiarezza didattica: un trattato di geometria (1525), un testo delle fortificazioni capaci di resistere alle cannonate(1527); infine, uscito postumo simultaneamente in latino e tedesco nel1528, il trattato sulla simmetrie le proporzioni del corpo umano.

Anche nella Francia di Francesco I è vivace la produzione di trattati soprattutto legati alla prospettiva (Servio, l’edizione francese di Viturvio del 1547,Cousin). Altri importantissimi trattati di architettura verranno pubblicati dal Palladio e Vignola.  Giorgio Vasari propone la definizione in un vertice costituito ” del disegno” (pittura, scultura e architettura), e affronta il tema in alternativa fra imitazione della natura e applicazione delle regole, utilizzando come paradigma la vita e le opere di scultori, pittori, architetti .

 

 

 

 

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