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San Girolamo Penitente

San Girolamo Penitente

SCHEDA PRELIMINARE SAN GIROLAMO PENITENTE

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Sofronio Eusebio Girolamo 

(in latino: Sofronius Eusebius Hieronymus), noto anche come san GirolamoGerolamo o Geronimo, (Stridone in Istria, 347 – Betlemme, 30 settembre 420) è stato un biblista, traduttore, teologo e monaco cristiano romano.

Padre e Dottore della Chiesa, tradusse in latino parte dell’Antico Testamento greco (ci sono giunti, integri o frammentari, Giobbe, Salmi, Proverbi, Ecclesiaste e Cantico, dalla versione dei Settanta) e, successivamente, l’intera Scrittura ebraica.

Nato a Stridone in Illiria, “al confine fra Pannonia e Dalmatia”, come risultava nel IV secolo d. C. (oggi in Croazia), studiò a Roma e fu allievo di Mario Vittorino e di Elio Donato.

Si dedicò anche agli studi di retorica, terminati i quali si trasferì a Treviri, dove era ben nota l’anacoresi egiziana, insegnata per qualche anno da Sant’Atanasio durante il suo esilio.

Si trasferì poi ad Aquileia, dove entrò a far parte di una cerchia di asceti riunitisi in comunità sotto il patronato dell’arcivescovo Valeriano, ma, deluso dalle inimicizie che erano sorte fra gli asceti, partì per l’Oriente.

Ritiratosi nel deserto della Calcide, vi rimase un paio di anni (375 – 376) vivendo una dura vita di anacoreta.

Fu questo periodo ad ispirare i numerosi pittori che lo rappresenteranno come San Girolamo penitente 

ed è a questo periodo che risale l’episodio leggendario del leone che, afflitto da una spina penetratagli in una zampa, gli sarebbe poi stato accanto, grato poiché Girolamo gliel’avrebbe tolta; così come la tradizione secondo la quale Girolamo era uso far penitenza colpendosi ripetutamente con un sasso.

Deluso anche qui dalle diatribe fra gli eremiti, divisi dalla dottrina ariana, tornò ad Antiochia, da dove era passato prima di venire in Calcide, e vi rimase fino al 378, frequentando le lezioni di Apollinare di Laodicea e divenendo presbitero, ordinato dal vescovo Paolino di Antiochia.

Si recò quindi a Costantinopoli, dove poté perfezionare lo studio del greco sotto la guida di Gregorio Nazianzeno (uno dei Padri Cappadoci). Risalgono a questo periodo le letture dei testi di Origene e di Eusebio.

Allorché Gregorio Nazianzeno lasciò Costantinopoli, Girolamo tornò a Roma, nel 382, dove fu segretario di papa Damaso I, divenendone il più probabile successore.

Qui si formò un gruppo di vergini e di vedove, capeggiate dalla matrona Marcella e dalla ricca vedova Paola, cui si accompagnarono le figlie Eustochio (detta anche Giulia) e Blesilla, che vollero dedicarsi ad una vita ascetica fatta di preghierameditazioneastinenza e penitenza e delle quali Girolamo divenne padre spirituale.

Il rigore morale di Girolamo, però, che era decisamente favorevole all’introduzione del celibato ecclesiastico e all’eradicazione del fenomeno delle cosiddette agapete, non era ben visto da buona parte del clero, fortemente schierato su posizioni giovinianiste.

Alla morte di papa Damaso I, la curia romana contrastò con grande determinazione ed efficacia l’elezione di Girolamo, anche attribuendogli una forte responsabilità nella morte della sua discepola Blesilla.

Questa era una nobile ventenne romana, appartenente alla gens Cornelia, che era rimasta vedova ancor fanciulla e che aveva seguito la madre Paola e la sorella Eustochio nel gruppo di dame che avevano deciso di seguire la vita monastica con le rigide regole di Girolamo, morendo ben presto, probabilmente a causa dei troppi digiuni.

Data la singolarità dell’evento e la grande popolarità della famiglia di Blesilla, il caso sollevò un grande clamore.

Caduta la sua candidatura, sul finire del 384, fu eletto papa il diacono Siricio.

Girolamo decise allora di lasciare Roma alla volta dell’Oriente.

Nell’agosto del 385 s’imbarcò dal porto di Ostia col fratello Paoliniano, il presbitero Vincenzo ed alcuni monaci a lui vicini. Successivamente lo raggiunsero le discepole Paola, Eustochio ed altre appartenenti alla comunità delle ascete romane.

Giunto a Gerusalemme, si dedicò alla traduzione della Sacra Scrittura direttamente dall’ebraico al latino. Paola fondò a Betlemme un monastero maschile ed uno femminile, dove andò a vivere. Insieme alla figlia ed a Girolamo visitò la Terrasanta; tutti e tre decisero di rimanerci fino alla fine dei loro giorni. Nel 386 Girolamo andò a vivere nel monastero maschile, dove rimase fino alla morte.

Qui visse dedicandosi alla traduzione biblica, alla redazione di alcune opere ed all’insegnamento ai giovani.

Anche questo periodo ha ispirato numerosi pittori, che lo ritraggono, ispirato dallo Spirito Santo, come estensore della Vulgata nella sua cella monastica, accompagnato dal fido leone.

Nel 404 morì la sua discepola Paola, che verrà poi venerata come santa, ed alla quale egli dedicò post mortem l’Epitaphium sanctae Paulae.

Morì nel 420, proprio nell’anno in cui il celibato, dopo essere stato lungamente disatteso, venne imposto al clero da una legge dell’imperatore Onorio. WIKIPEDIA

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