Pittori del Gran Tour nel XIX secolo

grand tour napoli 1849 studio verdi demma@ (1)
Capri dal Golfo di Napoli

Fotogrammi di Diagnostica digitale, con microscopio elettronico digitale su acquarelli dell’800, realizzati da giovani allievi italiani e stranieri, che hanno ritratto, su di un blocco da disegno, alcuni paesaggi lungo il loro tragitto in Italia insieme al loro mentore. Il blocco fu acquistato a Roma dal negozio di colori d’epoca Dovizielli, noto mecenate dell’epoca.

www.alfredoverdidemma.com

Le dimensioni del notebook sono 21 x 27,5 spesso 1,5 cm; Composto da copertina rigida in cartone  spesso 2mm, N2 fogli di carta velina azzurra  27×20; N39 fogli 27×20 cartoncini semiruvidi.

“DOVIZIELLIPietro. – Nacque a Roma nel 1809 da Domenico e Giacinta Rosi. La sua famiglia, originaria di Ficciana (frazione di San Godenzo in provincia di Firenze) e trasferitasi a Roma verso la fine dei sec. XVIII, era stata sempre dedita al commercio di articoli di coloreria e oggetti d’arte e lo stesso D. fu proprietario di un negozio (via del Babuino 136-139) di antica tradizione, specializzato nella vendita di colori, cornici e riproduzioni di opere d’arte, che gli permise di stringere rapporti con gli artisti romani dell’epoca, in particolare quelli con studio in via Margutta. Pasquale (Roma 1812-Pietroburgo 1845), fratello del D., fu uno dei direttori dell’Ermitage (Becchetti, 1983).

Come quello di molti altri commercianti di stampe, quadri e oggetti d’arte, e come la maggior parte degli studi dei fotografi romani. il negozio era situato in posizione strategica nella zona più frequentata dai turisti, che furono i primi e più assidui acquirenti delle immagini fotografiche e che contribuirono perciò, con le loro richieste, a determinare anche le scelte e gli orientamenti dell’attività fotografica del Dovizielli.

Il D. dimostrò comunque una sua particolare, e del tutto spontanea, sensibilità all’arte e soprattutto una precoce e lucida determinazione nel voler “applicare a grandi studi la fotografia, rendendola ausiliare dell’arte, per via di collezioni metodiche, graduali, ordinate sopra una scala di epoche, di luoghi, di stili, di forme e studi progressivi …”. È con queste parole infatti che il D. annunciò la pubblicazione di una serie di quaderni fotografici, le cui ordinazioni venivano raccolte presso i negozi di via del Babuino e di piazza di Spagna 43 (Becchetti, 1983). Il progetto, realizzato programmaticamente soltanto a partire dal mese di aprile del 1867, ma perseguito dal D. almeno sin dagli inizi degli anni Sessanta dell’Ottocento, contemplò l’organizzazione di vere e proprie campagne di ripresa dei capolavori della pittura, per l’utilità ed il vantaggio che potevano trarne gli studiosi d’arte….” Donizzelli Treccani

Fotogrammi inediti del notebook

Di seguito la sequenza dei posti visitati con descrizioni lateralmente agli schizzi eseguiti con firme degli esecutori sia italiani che inglesi del 1849

Rome scritta; Terme di Caracalla; Vista dai gradini di San Giovanni in Laterano; Il Tempio della Sibilla; Riano:  Fontana di Diana  Olevano Veduta dalla collina della Sabina; Castel San Pietro Palestrina; Capri dal Golfo di Napoli; Capri; nessuna descrizione dipinto ambo i fogli; Dalla terrazza della collina  Veduta Capo da Cava; Monte S. Liberatore del Golfo di Salerno; Capo da Cava; Monastero dei Cappuccini Capo da Cava; Sulla strada ….. Salerno di Paestum;  Costa  Bastione Salerno di Amalfi; Bastione Salerno di Amalfi; Trasportatore di legna Amalfi; Di fronte Monte Aniello Amalfi; A Ravello; Cava di Santa Croce presso Amalfi; Salerno Amalfi; Privo di descrizione veduta vulcano; Privo di descrizione è una Marina; Miniato vicino Firenze; Cammello bianco Italia; Grotta del Pippi Lugnano in Toscana; Cave di Uliveto Lugnano; Grotta del Pippi; Villa Grandiana presso Lugnano; Fiesole da Pratolino; Ponte della Badia presso Fievole ottobre 28; “ Castellaccio rovinato” o Castel del Poggio Fiesole; Mulino di Lucia vicino Fiesole ottobre 20 1948; Vista del parco A. Varisitart vicino Firenze 1848; Firenze dalla Villa Capogatti Aprile 26 1849.

Ritrovato nell’ultimo foglio di carta velina del notebook  seminascosto nascosto il commento di uno dei allievi che hanno seguito il loro mentore:

dedica grand tour verdi demma@

Sopra di questo foglio per mani della crudele ferula gente

Spettacoli di morte orrenda e triste

Tua vittima innocente

Teodoro esangui gran conforto di tutto

Nelle sequenze di fotogrammi si può rilevare la perfezione nel ritrarre in maniera realista ed accurata, il paesaggio, i personaggi, la natura in ogni singolo dipinto.

L’osservazione microscopica della superficie di un’Opera d’Arte consente di rilevare dettagli di tipo materico altrimenti non visibili senza l’ausilio di strumenti ottici diagnostici. Nel caso di un dipinto è possibile rilevare particolari relativi alla stesura del colore, alla presenza di crettature, ad eventuali ridipinture o cadute di materiale pittorico.

Fotogrammi di Microscopia digitale inedita

I Viaggiatori dei secoli XVIII e XIX nel Grand Tour hanno scritto …

” Il Grand Tour era un lungo viaggio nell’Europa continentale effettuato dai ricchi giovani dell’aristocrazia britannica a partire dal XVII secolo e destinato a perfezionare la loro educazione. Il viaggio poteva durare dai pochi mesi fino ad otto anni.
        Le destinazioni principali erano la Francia, l’Olanda, la Germania, ma aveva come obiettivo privilegiato l’Italia, verso Roma in particolare, e di norma includeva le tappe di Venezia, Firenze, Bologna, Napoli e qualche volta  anche la Sicilia.
La Francia rappresentava il vertice dello stile e della sofisticazione, così i giovani andavano là per liberarsi del loro comportamento anglosassone per accedere ai comportamenti della aristocrazia continentale; così da poter visionare liberamente le bellezze paesaggistiche mediterranee e non solo.

       Sotto l’occhio attento di un tutore, curato dalle attenzioni di un valletto, il giovane, a Parigi, cancellava tutte le tracce esteriori del precedente Britannico, con l’acquisto d’un guardaroba completamente francese.
Vestito come un raffinato continentale si introduceva nella società francese, poi come turista andava a Digione, Lione e infine Marsiglia. Dalla Provenza, per raggiungere l’Italia, sovente transitava per la Costa Azzurra e la Riviera di Ponente, inviando a casa delle raffinate descrizioni.

Anche durante il XIX secolo, gran parte dei giovani europei nordici istruiti fecero il Grand Tour. Più tardi, divenne alla moda anche per le donne giovani. Un viaggio in Italia con la zia nubile in qualità di chaperon faceva parte della formazione della signora d’alto ceto.

L’espressione Grand Tour, sembra abbia fatto la sua comparsa sulla guida An Italian Voyage di Richerd Lassel edita nel 1698. Il successo del libro di Thomas Coryat: Coryat’s Crudities è considerato come l’inizio della mania per Grand Tour. La pratica del Grand Tour divenne meno frequente durante la Rivoluzione francese, ma riprese con la Restaurazione, anche se con tono minore. Nello stesso periodo, anche molti scrittori “italiani” sono transitati o hanno dimorato in questa Zona di confine, non per turismo, lasciando descrizioni appropriate.
Ecco dunque le caratterizzazioni che interessarono la Zona Intemelia, quelle che contribuirono a portare Thomas Hanbury in Costa Azzurra, a cercare il suo “Giardino”…..”cit. cumpagniadiventemigliusi

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