Guardare l’Arte – la natura e i suoi simboli

Giuditta torna con la testa di Oloferne, 1469 - 1470, Firenze, Uffizi

Guardare l’Arte
La natura e i suoi simboli.

“Apollonio Rodio narra di come Medea abbia aiutato Giasone a impadronirsi del vello d’oro facendo addormentare il drago che lo custodiva con pozioni ottenuto dalla pianta del ginepro.

Essendo la bacca del Ginepro protetta dalle sue foglie Spinosi come la castagna dal suo riccio, la pianta è stata associata alla castità. Simile concezione stata suffragata dal testo di Plinio in cui si dice che il legno di questo albero non viene attaccato dai tarli. Come sempre secondo Plinio il legno di ginepro ha la proprietà di essere molto resistente e di non deperire.

Lo storico latino cita come esempio un tempio sacro a Diana, a Sagunto, in Spagna, eretto utilizzando travi in legno di ginepro 200 anni prima della guerra di Troia e ancora in perfette condizioni. Per tale ragione l’albero finì per diventare anche simbolo di eternità. Secondo molti autori le foglie spinose del Ginepro alluderebbero alla passione di Gesù e in particolare la corona di spine con cui fu cinto il capo prima della salita al Calvario. Secondo tale accezione, la pianta si ritrova in alcune scene della Natività o della madonna col bambino, ricordare il tragico destino di Cristo“.

Sandro Botticelli, Giuditta torna con la testa di Oloferne, 1469 – 1470, Firenze, Uffizi. L’albero di ginepro allude alla virtù conservata di Giuditta.

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